mercoledì 27 febbraio 2013

Scrigno di pane all'uovo e tartufo



Forse, nella mia vita, non avrei mai avuto sottomano un tartufo intero, uno perchè qui da noi è davvero difficile trovarli, non ne ho mai visti e non so neanche dove si potrebbero acquistare e due perchè non credo che me lo potrei permettere :-), o meglio, magari preferisco spendere i soldi in maniera diversa.
Ma, ho avuto la fortuna di vincere un contest, organizzato da Avionblu, in cui, tra i vari premi, c'era anche un bel tartufo, piccolino, ma tanto profumato.
Non avevo idea di come utilizzarlo...anzi, a dire il vero, mi dispiaceva proprio usare questo "bene prezioso", avrei voluto conservarlo il più possibile e poi giocarmelo come carta vincente in qualche bella occasione :-), ma la cosa è impossibile, anzi, a dire il vero, forse ho aspettato fin troppo per usarlo e credo che si sia asciugato un pò.
Poi ho avuto amici a cena e ho pensato di usarlo in questo modo, con un abbinamento molto consueto: tartufo-uovo, almeno, così mi hanno consigliato. Ma, ovviamente, ho voluto azzardare un pò aggiungendo qualcosa di mio e ho fatto bene perchè mi è venuto un piatto davvero delizioso.....lasciamo stare l'aspetto che non è proprio quello che avrei voluto, sia per la "bruciacchiatura" del pane, sia per la pessima qualità fotografica....ma quando ho invitati non posso mica fare 3.000 prove scatti e far mangiare il piatto freddo ai miei commensali :-), oppure, non posso invitare gente solo a pranzo per avere una foto a favore di luce!!! :-)
Ed ecco il mio scrigno "prezioso"

INGREDIENTI
panino rotondo
primo sale (è un formaggio credo tipico delle nostre zone, è una tuma salata)
zucchina napoletana
uovo
tartufo (potete acquistarlo, online, presso Avionblu)
sale
olio

Pulire la zucchina napoletana, affettarla e friggerla in olio di oliva.
Tagliare la calottina al pane, levare la mollica interna e mettere alla base il formaggio a fette e coprire con la zucchina fritta.
Aprire un uovo e farlo cadere sopra, salarlo, nebulizzare il pane con dell'olio e mettere in forno fino a che l'uovo avrà raggiunto la cottura da voi desiderata.


Una volta cotto, grattugiare sopra una bella manciata di tartufo e servire.

Farete davvero un figurone....e se non avete il tartufo????
.......vi do un'idea, altrettanto carina, più inconsueta, ma dallo stesso aspetto, proprio identico, ma dal risultato alquanto diverso: grattugiate sopra, al posto del tartufo, del cioccolato fondente ;-) :-), ma fatelo proprio al momento, anzi, meglio se lo grattugiate e lo mettete in congelatore, non deve sciogliersi per dare lo stesso effetto :-)

Ed eccolo il vostro bel panino....e chiamalo panino!!!


il mio uovo era un pò troppo cotto perchè i miei commensali lo volevano così ;-), ma è più buono quando il rosso scende ;-)


E non dire.....ammazza...alla faccia della dieta :-) perchè questi li ho fatti questa estate :-)!!

martedì 26 febbraio 2013

400 grazie!!!




Grazie davvero tante a tutti voi miei lettori, oggi festeggiamo i 400 sostenitori del mio blogghino!!!!
Grazie a voi che mi fate sentire la vostra presenza con le vostre visite,
grazie a tutti voi che, lasciando un commento carino, mi fate sentire "importante",
grazie a chi passa spesso a trovarmi ma silenziosamente e timidamente.....scrivetemi, mi farà sempre piacere leggervi,
grazie a tutti voi che mi scrivete una mail, ringraziandomi per tutto quello che faccio con il mio blog....
grazie davvero a tutti, anche se non ve lo scrivo uno per uno, anche se, per mancanza di tempo, non commento i vostri bellissimi post, vi faccio sentire la mia gratitudine con questo misero, spoglio post ma scritto con il cuore!!!


GRAZIE!!!!!

Daniela

lunedì 25 febbraio 2013

Polpettine di mortadella



Oggi, lunedì......tutti i lunedì sono pesanti e brutti...è proprio dura alzarsi, ma oggi è un lunedì ancora più duro degli altri, si, moooolto duro perchè oggi, ho deciso, finalmente, che è arrivata l'ora di mettermi a dieta.
lo so, si dice sempre: "da lunedì comincio" e in effetti, è da 2 mesi che lo dico e non lo faccio.
Ma quando capisci che, stai comoda nei vestiti, solo perchè è da 1 mese che ti metti solo leggins elasticizzati e maglioni ampi ed eviti, incosciamente, ma non troppo, di mettere i pantaloni "a bottoni" e quando lo fai e proprio non riesci ad abbottonare quei bottoni, allora, vuol dire, che è arrivato il momento in cui non ne puoi fare più a meno :-(.
E allora si parte!!!
Ma credete che non vi posterò più ricette golose??? Ma certo che no!! Ne ho tante da postare e ne avrò ancora, perchè a dieta si, ma digiuna no!! :-) E poi, fare un piatto bello e goloso appena si raggiunge un obbiettivo è la cosa che ti spinge ancora di più a farcela.
E cominciamo con la prima ricetta archiviata che non aspettava altro di essere pubblicata. Vi ricordate i miei sandwich di mortadella?? Ve l'avevo detto o no che gli scarti non li avevo buttati?? Se c'è una cosa certa nella cucina di Danita :-), ossia, la mia, è che non si butta nulla, nessuno spreco di materia prima e nulla va a finire nella pattumiera, neanche quello che resta, tutto viene trasformato e reinventato in modo da sembrare un nuovo piatto pronto da gustare :-) (sarà mica per questo che devo perdere 10 kg??!! cavolettooo...per non dire altro!!! :-( ).
Ed ecco come ho usato gli scarti della ricetta sopra.....mica male!!!

INGREDIENTI
Versione cotolettamortadella (la mia era quella Avionblu)
pinoli
latte
provoletta
parmigiano
uovo
pangrattato
olio per fritti

versione croccante

mortadella
latte
provoletta
parmigiano
semi di sesamo (gigiulena)

Recuperare gli scarti della mortadella e frullarli con il mixer ad immersione, aggiungendo un pò di provoletta, parmigiano e del latte per avere la consistenza giusta. Aggiungere, in metà composto, i pinoli tostati in un padellino, formare delle palline e fare una doppia panatura, prima nell'uovo, nel pangrattato, nell'uovo e per finire nel pangrattato.


Dell'altra metà di composto, invece, formare le palline e passarle nei semi di sesamo.
Friggere in abbondante olio di semi e farli asciugare nella carta assorbente. 
Ed eccoli nel mio "cuppiteddu" di carta....anche un cibo da strada :-)






Davvero degli ottimi appetizer, adatti ad un aperitivo o come finger food in un buffet, ve li consiglio...ovviamente, quando non siete a dieta!!
E stadera?? Che si mangia??? Broccolo bollito....evvai!!! :-)

giovedì 21 febbraio 2013

Torta di pane alle mele



Mia mamma mi dice sempre che in cucina ci vuole amore e in effetti, quando le chiedo come mai certe ricette non mi vengono bene come le sue, lei mi risponde, candidamente: io ci metto l'amore!! :-)
E' vero, anche in cucina, come in tutte le cose, non  basta la materia prima, non basta la tecnica, la cosa principale è l'amore che ci metti per preparare quel piatto, l'amore che ci metti perchè sai che lo stai cucinando per le persone che ami, l'amore che ci metti perchè hai amore verso quegli ingredienti che stai usando.
E proprio a proposito di ingredienti, ieri stavo preparando questo piatto che oggi vi propongo, ispirata da una ricetta presa dal libro "Buono come il pane" e, mentre la preparavo, nonostante stessi usando una delle materie prime più povere che si possa usare in cucina, mi compiacevo perchè  stavo  facendo qualcosa con quel pane duro che, forse, se non l'avessi usato in quel modo, sarebbe finito nella spazzatura.
Non so come mai, non so voi, ma mi sento più realizzata, mi sento che ci metto davvero tanto amore, quando preparo dei dolci semplici, i dolci della merenda delle bimbe o della colazione, quelli  dove devi usare solo farina, zucchero, uova, magari frutta, al massimo cioccolato...ecco, questi sono i piatti che mi mettono davvero tanta allegria nel prepararli e mi riempiono di amore e sono quelli di cui mi compiaccio di più....forse lo so perchè.....forse è proprio perchè i dolci, erano l'unica cosa che mia mamma non ci preparava, lei, nonostante mettesse tanto amore in cucina, i dolci proprio manco ci provava a farli e io sono cresciuta con l'idea che i dolci si potessero solo comprare al bar e le merendine al supermercato, ecco perchè mi sembra di fare dei piccoli miracoli ogni volta che li preparo e soprattutto, ogni volta che mi vengono bene :-). 
Questo è uno di quei dolci.....devo dire che la sua consistenza, all'inizio, mi ha un pò spiazzata, un misto tra panettone e budino, ma alla fine mi è piaciuto davvero tanto, il gusto spettacolare  ed è piaciuto anche alle bimbe, soprattutto mi è piaciuto che loro stesse hanno visto che abbiamo usava il pane duro per farlo, loro stesse hanno sfaldato il pane con le loro manine....un modo per far capire l'importanza del cibo ai nostri bimbi ed insegnargli ad aver rispetto e non buttar via nulla ;-).

INGREDIENTE
200gr di pane raffermo
latte quanto basta
100gr burro
160 gr di zucchero semolato
150 gr cioccolato fondente
2 uova
1 mela (mia aggiunta)
gherigli di noci (mia aggiunta)
1/2 bustina di lievito

Per la decorazione (facoltativa perchè si può mangiare anche con una semplice spolverata di zucchero a velo)
mele
crema inglese
zucchero di canna
cannella
vaniglia in bacche
limone

Spezzare il pane in una ciotola e coprirlo con il latte e il succo della mela frullata.
Far sciogliere al microonde il burro con la metà di zucchero e il cioccolato tagliata a scaglie.
Sbattere le uova con l'altra metà di zucchero e aggiungere al composto fatto precedentemente e freddato.
Mescolare bene e aggiungere il pane bagnato, il latte che sarà rimasto nella ciotola (se è troppo lasciatelo un pò), il lievito e i gherigli di noce.



Rivestire una teglia rettangolare con la carta forno, versare il composto e mettere in forno a 180° per circa 30 minuti, fino a che si sarà formata una bella crosticina sopra e alla prova stuzzicadente, questo uscirà asciutto.
Nel frattempo preparare la crema inglese come da link sopra aggiungendo la vaniglia che avrete tirato fuori dalla bacca.
Tagliare la mela a dadini  e lasciarla macerare per circa 30 minuti nel succo di mezzo limone e con lo zucchero di canna (io ne ho tagliata qualche fetta a spicchi sottili con tuta la buccia per creare una sorta di rosa). 
In un padellino mettere le mele macerate e fate caramellare bene fino a che si sarà asciugata tutta l'acqua di vegetazione.
Una volta cotto la torta di pane, fate raffreddare un pò e tagliate a quadrucci.
Se volete usarla per la merenda dei bambini potete semplicemente spolverarla di zucchero a velo una volta fredda, se invece, volete trasformare questo dolcetto semplice e povero, aggiungete la salsa inglese e le mele caramellate: sfido chiunque commensale che assaggerà questo dolce a capire che è stato fatto con del pane raffermo!! :-)




Con questo dolce partecipo al contest

Contest "La Cucina del Cuore"!!!!!

venerdì 15 febbraio 2013

Buono come il pane e la cena per non mangiare da soli

Copertina

Oggi vi voglio parlare di un'iniziativa che mi sta molto a cuore.
Devo dire che non sono una che porta avanti tante iniziative ma questa, da quando ho cominciato a farne parte, da quando ho cominciato a leggerne di più, mi è entrata dentro e ora voglio proporla anche  voi per cercare di portarla avanti il più possibile.
Qualche mese fa ho partecipato ad un contest del blog Lo Spilucchino, che aveva come scadenza proprio la giornata mondiale sull'alimentazione, il cui tema era quello di presentare una ricetta con il tema il pane. Il contest era stato organizzato per portare avanti l’iniziativa “Io non mangio da solo” del Progetto Mondo Mlal.
Si tratta di una Organizzazione di volontariato internazionale nata nel 1966 per coordinare l’impegno dei tanti laici che in quel periodo decidevano di fare un’esperienza di volontariato in Sud America. Poi è diventata una Ong e di cooperazione allo sviluppo e in 45 anni di ininterrotto impegno ha realizzato più di 400 programmi di sviluppo, indirizzati a rendere i popoli di Africa e America Latina autori della propria crescita, nel rispetto dell’indipendenza delle proprie comunità.
Assicurare un’alimentazione adeguata al neonato e alla sua mamma, promuovere la distribuzione di almeno un pasto al giorno nelle scuole, sostenere programmi di sicurezza alimentare, di accesso all’acqua potabile e di gestione delle risorse naturali, sono gli obiettivi della campagna  di cui proponiamo il libro.
E proprio l’iniziativa “Io non mangio da solo” è finalizzata ad aiutare le giovani mamme del Burkina Faso e i loro piccoli, le comunità maya dell’area più povera del Guatemala, i detenuti degli istituti di pena del Mozambico, i piccoli scolari colpiti dal terremoto ad Haiti, i bambini lavoratori in Perù e le organizzazioni economiche contadine in Bolivia.
In tantissime abbiamo inviato ricette con il pane quale protagonista e da questo contest ne è nato un calendario con le migliori 12 foto selezonate dagli organizzatori e  un libro che invece raccoglie tutte quelle inviate dalle partecipanti.
Devo dire che quando mi è arrivato il libro sono rimasta davvero sorpresa per la sua impostazione e presentazione: attraente con la sua copertina e sfogliandolo, per l'impostazione, i colori usati e tutto.
Ma, a parte l'aspetto, poi sono rimasta sorpresa positivamente per le belle ricette: non pensavo si potessero fare tante cose con il pane avanzato...persino i dolci!!! E con i tempi che corrono, avere a disposizione quasi 100 ricette, di altrettante brave foodblogher (tra cui io) a base di pane è davvero una manna dal cielo: direi che, visto che l'offerta minima per acquistarlo è di 10 euro, è un buon investimento per una sana, corretta ed economica nutrizione :-).

Per fare qualcosa di concreto e qualcosa di diverso, però, per far conoscere il libro, a parte dedicare questa pagina del mio blog, con le mie sorelle Laura e Patrizia, abbiamo pensato di prodigarci ancora di più, organizzando una cena.
Abbiamo scelto 11 dei patti del libro, tra antipasti, primi  e dolci e ne abbiamo fatto un menù completo, eccolo


Io non mangio da solo
Buono come il pane….
…perchè l’alimentazione sia un diritto di tutti
Antipastini
Torta di pane- Pizza non pizza- Bruschetta di cavolo riccio con salsa di parmigiano- melanzane ripiene di pane- Peperoni con mollica- Frittata di pane
Primi
Vermicelli con broccoli
Pisarei e fasò
Secondi
Pollo ripieno
Polpette di pane con passata di pomodoro
Contorno
Patate sabbiate
Dolce
Torta di pane al cioccolato con crema e frutti di bosco

E’ compreso: acqua e vino

Chi volesse partecipare, durante la serata si svolgerà la gara: Master Chef “Buono come il pane”.
Basterà portare un piatto a base di pane e le chef Patrizia, Laura e Daniela assaggeranno e giudicheranno i piatti eleggendo i “Master chef buono come il pane”: uno per l’assaggio e uno per la presentazione.
I premi, a parte il titolo prestigioso, con tanto di Diploma, saranno:
·         Calendario “Buono come il pane”
·         Oggetti   di   artigianato familiare   

Vai all'evento su facebook

Ho già provato un paio di ricette e le ho trovate davvero fantastiche!!
Come scritto nel menù, ci sarà anche una sorta di master chef in cui potranno partecicare tutti coloro che presenteranno un piatto a base di pane (sia come reciclo che come protagonista assoluto). Non ci sarà Cracco, Barbieri ne  tantomeno Bastianich...e meno male :-), ma ci saremo noi a giudicare
Quindi, se vorrete partecipre, se siete della zona di Palermo, vi invito a farlo, la cena sarà organizzata sabato, 2 marzo, 16 Marzo, con una spesa minima, giusto per l'organizzazione e l'acquisto delle materie prime.
Ovviamente non mancherà la buona musica e se vorrete potete anche cantare e ballare quanto vorrete!!!
Se volete sapere di più contattatemi a leleccorniedidanita@hotmail.it.
 Se invece non siete della zona e vorreste avere il libro, questo può essere ordinato inviando una mail all’indirizzo sostegno@mlal.org o via telefono allo 045.8102105. Il libro vi viene spedito con un’offerta minima di 10 euro, interamente devoluta ai progetti di sostegno che vi ho raccontato prima (oltre a delle piccolissime spese di spedizione).
Grazie a tutti!!!

giovedì 14 febbraio 2013

Il mio piatto del cuore: "u pani a pizzotella"



Ma voi ce l'avete un piatto che vi ricorda un gesto d'amore, una coccola, un piatto che vi riempia di amore, un piatto dell'infanzia, un piatto che, solo a pensarci, ne sentite ancora l'odore, il sapore e tutto il calore???
Oggi è San Valentino e  voglio ricordare il mio di piatto del cuore, un piatto dove c'è dentro tutto:  c'è l'amore per i figli, l'amore per il papà, l'amore della mamma, dentro questo piatto così semplice e povero, c'è tutto il calore che si possa immagginare.
Quando ero piccola, papà, per lavoro, partiva spesso: alle fiere del tessile quando doveva scegliere i tessuti per la nuova stagione, per l'Italia a far girare i campionari della nostra produzione di vestaglie, nei fornitori, nei clienti, insomma, capitava spesso che partisse. 
A me, da piccola, dispiaceva, perchè ero molto legata a lui, ma in compenso c'erano due cose che mi risollevavano: primo che potevo dormire con mamma :-), ero la più piccola di tre sorelle e quindi toccava a me e secondo perchè, soprattutto nelle serate d'inverno, mamma, ci preparava "u pani a pizzottella".
Mamma mia com'era bello....mi piaceva proprio l'atmosfera, il freddo dell'inverno, mia mamma che prendeva quel pane ormai duro che poteva essere usato solo per far la mollica, il latte...mi ricordo proprio come se fosse adesso, la meticolosità che ci metteva per bagnarlo e poi per condirlo...lo capivo anche allora che era una sorta di gesto d'amore.
Che bello, poi, aspettare che la provoletta si sciogliesse, guardavamo dal vetro del forno, poi io e le mie sorelle ci mettevamo a tavola e lei ci portava questo "filone" tagliato al gusto di sfincione.
Ovviamente, lei lo preparava solo quando non c'era mio papà perchè lui è stato sempre di gusti un pò più "raffinati" :-), lui non ha mai amato cose "panose" come le focacce o la pizza, lui è sempre stato più da bistecca alla fiorentina :-) e lardo, che si curava lui stesso con il sale e il pepe e oggi che ha più di 80 anni, è una meraviglia vederlo alle prese con i suoi piatti cucinati magistralmente e con tanta fantasia.
Ma quello per noi era meglio della bistecca o del pesce, quello era il nostro piatto, il piatto delle coccole di mamma tutta per noi e soprattutto tutta mia, visto che ero la più piccolina.
E quando finivamo di mangiare quel bel pezzo di filone condito, veniva il meglio e si, perchè mamma aveva una passione, forse, più che altro, una mania: fare le rose con la cera della provoletta!! Si, era, anzi lo è ancora (avete visto le rose in pdz??)  bravissima, prendeva la cera che rimaneva dalla provoletta consumata per i filoni, la impastava e con le sue mani calde (ha sempre avuto le mani caldissime al contario delle mie che mettevo sempre tra le sue per farle scaldare :-) e mi diceva: mani fredde, cuore caldo), riusciva a manipolarla così bene da farci delle rose meravigliose...........ricordo come se fosse ieri, quei momenti e quelle rose, sembrava quasi che potessero profumare.
Ovviamente, con il passare degli anni, le partenze di papà acquisivano un sapore diverso.....non era più un momento triste :-), anzi, più passavano gli anni, più diventavamo adolescentti e più eravamo contenti   non per il pane, ma  più per il fatto che, non essendoci lui, eravamo  libere di restare fuori un pò di più e io avevo più tempo di poter stare con il mio Tommaso :-) (quannu u iattu un cè...) altri tempi, altre mentalità :-).
E oggi, 40 anni dopo, quando manca papà, il nostro papà :-), con le mie bimbe facciamo il pane di quando nonno non c'era :-) e anche a loro piace molto :-), il problema è, però,  a differenza di mio papà, al NOSTRO papà piace molto anche a lui :-).....e, ovviamente, poi mi tocca anche a me fare i fiori come nonna....ma il risultato non è come l'originale :-).

INGREDIENTI
filone raffermo (il filone è il formato del nostro pane classico) il mio era duro di una settimana
latte
cipolla scalogna
pomodori pelati
acciughe
origano
provoletta

Tagliare il filone a metà per lungo (cercate di non romperlo se è troppo duro come il mio :-)) e bagnatelo abbondantemente con del latte (poi dipende tutto da quanto duro è il vostro pane, dovrà ammorbidirsi ma non diventare una poltiglia, deve mantenere la consistenza). Fatelo riposare per un paio di ore.
Tagliare la cipolla grossolanamente e farla soffriggere con olio fino a farla appassire. Aggiungere il pomodoro pelato, far cucinare e appena sarà cotto, far sciogliere i filetti di acciugne e aggiungere l'origano fresco.
Mettere il condimento nel pane (se lo vedete troppo inzuppato, strizzatelo delicatamente) e coprire con le fette di provoletta. Se volete, potete aggiungere dei pezzetti di acciughe e altro origano.



Mettere in forno a 180° fino a che la provoletta sarà ben sciolta e a punti brunita.

Ed eccolo, "u pani a pizzottella", gustosisimo, morbido dentro e croccante fuori....una meraviglia!! Cosa si può fare con del pane duro e tanto aamore!!!! .-)



la mia rosa....un pò penosa :-)....le mie mani son troppo fredde


e le mie bimbe che contano i giorni che li dividono a papà e che scrivono sempre letterine d'amore da consegnare al suo arrivo!!! Che tenerezza!! Chissà quanto durerà!! :-)


e la piccola che legge.....papà ci manchi tanto, vieni subito :-)




Con questo piatto partecipo al contest

 nuovo contest

Contest "La Cucina del Cuore"!!!!!

mercoledì 13 febbraio 2013

La torta di mele della nonna.....




Vi siete mai chiesti qual'è la vostra ricetta del cuore o quall'è il dolce che più vi rappresenta?? Se voi foste un dolce??? Vi siete posti mai queste domande??? Io sulla risposta non ho avuto dubbi: se io fossi un dolce sarei, sicuramente, senza pensarci 2 volte, un dolce da colazione...ma come??? vi chiederete voi, con tutti questi dolci al cucchiaio, con tutte queste torte da pasticceria, saresti un dolce da colazione??? Esattamente!! Perchè, vi sembrerà strano, ma l'ho detto diverse volte, per me, il pasto più importante, è quello della colazione, soprattutto quella del sabato e della domenica, quella delle feste, quando ti puoi dedicare alla preparazione di qualcosa di buono, quando puoi coccolare te e i tuoi familiari, apparecchiando in veranda o nel giardinetto, un fiore raccolto, un bel cappuccino e una bella torta da forno fatta in casa....e che si può volere in più dalla vita!!!
Mi ricordo che, da ragazza, quando facevamo le ore piccole, poi ci svegliavamo all'ora di pranzo e sentivo già l'odore della cucina di mamma, ma io cosa volevo??? il mio bel latte con la mia merenda da accompagnare.
Quindi su questo non ci piove, ora, quale scegliere tra tutte le varie ricette con cui mi piace accompagnare il mio cappuccino??
Devo dire che mia mamma non ha mai fatto dei dolci, mai, anche se era brava in cucina, ma ho una ricetta dolce nel cuore, una ricetta che mi ricorda la mia infanzia: la torta di mele!!
E già, la torta di mele, la torta della nonna, chi di voi non ha avuto una nonna che gli preparava questa semplice, genuina, ma tanto buona torta???
Ecco, io sono legata a questa torta perchè anche a me ricorda la nonna, l'amore con cui la preparava (ora, se le mie sorelle leggessero fin qua queste mie parole, penserebbero o che sono impazzita, o che ho vissuto in un altra casa o che mi invento le cose :-)) si, ma non la mia di nonna, anche lei non ci ha mai preparato nulla di dolce se non il pane con lo zucchero :-), no, mi ricorda lei, la nonna di tutti quelli che siamo cresciute a nutella e "Topolino", si lei, nonna Papera!!! Avete mai letto "Topolino"??? Io sono cresciuta leggendolo e il ricordo che ho più dolce di questa lettura sono proprio le storie di Nonna Papera e di quando lei, preparava la torta di mele, con un amore viscerale, ne riuscivo a sentire pure l'odore quando ero piccola, poi, ancora calda, la metteva sul davanzale per farla raffreddare....e, ogni volta, finiva che qualche suo animale, gli e la rubava, ma lei non si arrabbiava mai e ne rifaceva un altra, pronta per l'arrivo di Paperino e Qui, Quo, Qua.
Questo, per me, è un ricordo dolce, ma allo stesso tempo, nostalgico, perchè, da piccola, pensavo sempre che sarebbe stato bello avere una nonna che mi preparasse una bella torta di mele come quella.
Sapete qual'è stato il primo dolce con cui mi sono cimentata una volta più grande??? Esatto :-)!! Proprio quella, perchè, visto che nessuno me l'aveva mai preparata, era arrivato il momento che io me la preparassi da me, fino ad allora avevo preparato soltanto dolci in busta :-), ma decisi che dovevo provare a fare questa torta della mia infanzia, mi feci dare la ricetta da mia cugina che la preparava davvero buona e fu così che iniziava, da quella torta alle mele, quella che sarebbe stata la mia "carriera" domestica dolciaria :-) .
Ora che sono mamma la preparo alle mie bambine, anzi, la prepariamo assieme :-) (anche se, devo dire, alla mia principessa non piace molto, solo alla piccolina) e spero di arrivarci, un giorno, a prepararla ai miei nipotini :-).
Lo so, è una torta troppo scontata e banale per presentarla ad un contest, ma questo è il mio dolce del cuore e questo è il dolce che più mi rappresenta: facile, semplice e buonissimo :-)

INGREDIENTI
250gr di farina
250gr di zucchero
2 uova
1 bicchiere di latte (da nutella)
100gr di burro fuso
1 bustina di lievito
2-3 mele
limone
noci

Pulire le mele, affettarne 2 mentre 1 o mezza tagliatela a dadini piccoli, premere mezzo limone, aggiungere un pò di zucchero e farle macerare un pò.
Montare le uova con lo zuchero, aggiungere la farina setacciata con il lievito, il latte, il burro fuso, le noci e le mele tagliate a dadini.
Imburrare una teglia e mettere il composto. (la cedete la manina della mia piccolina che sistema le mele?? :-)



Posizionare le fettine sopra la crema e infornare con il forno caldo a 180° fino a che non si sarà dorata e fare la prova stuzzicadente.
Una volta fredda, spolverizzare con lo zucchero a velo o, se volete, spennellare con della gelatina.
Ed eccola a freddare sul davanzale della finestra :-)....non potevo perdere quest'occasione di metterla anch'io li, come nonna papera nel mio davanzale....ma sapete che quando ho visto la mia casa per la prima volta, quando ho visto questa finestrina sopra il lavandino, ho subito pensato a nonna Papera, ho pensato che anch'io avrei potuto far freddare le torte li?? :-)








E con questa ricetta, ma soprattutto con questo pezzetto del mio cuore, partecipo ai contest
"Se fossi...."



e questa è la mia ricetta del cuore per...L'arcobaleno di Sara"


Cioccolattini ripieni alla fragola



Ormai avrete capito benissimo quanto, a me, piacciano le fragole e tutti i dolci a base di questo frutto meraviglioso.
Poi, io adoro le fragole con il cioccolato, ma più che con quello fondente, preferisco abbinarlo a quello bianco perchè penso che il fresco e un pò aspro sapore delle fragole si abbini benissimo al gusto dolce del cioccolato bianco.
Ecco che ho creato questi dolcetti, davvero sorprendenti.

INGREDIENTI
fragole
zucchero
cioccolato bianco
burro di cacao (facoltativo)
polvere di melograno (potrete sostituirlo con altre polveri o di pistacchio o altro)

Pulire le fragole e levare il picciolo.
Tagliarle in piccoli pezzi, aggiungere lo zucchero (fate voi, dipende da quanto dolci sono le vostre fragole e da quanto le volete dolci) e frullare.
Prendete un contenitore, versate il composto (non dovrà superare lo spessore di 1-2 cm) e mettete in congelatore.
Tritate il cioccolato bianco, aggiungete un pò di burro di cacao (servirà a renderlo più fluido) e fatelo sciogliere al micro. Mescolate bene e far raffreddare a temperatura ambiente.
Una volta congelata la purea di fragole, uscitela dal contenitore e con un coltello, formate tanti dadi.



 Prendere ogni dado con uno stuzzicadente e immergetelo nel cioccolato bianco, fare cadere l'eccesso e pogiatelo sulla carta forno. Spolverare la polvere sopra prima che di solidifichi (il che avviene presto visto che il composto è gelato).
Cercate di resistere prima di mangiarli perchè dovrete aspettare che si sciolgano all'interno ;-).



Una vera golosità, mordere il cioccolattino e trovarsi un bel ripieno liquido e gustoso è davvero una delizia.
Se li offrite, avvertite i vostri commensali....rischieranno, altrimenti, di sporcarsi :-)

lunedì 11 febbraio 2013

Rimedi efficaci per rimuovere le macchie più comuni



A quante di voi capita di avere una cena, magari anche importante, e pensare a tutti i dettagli: al menù, ai piatti, al centrotavola, alla tovaglia adatta... Poi, il giorno della cena, andate per apparecchiare la tavola e...sorpresa....! Una bella macchia che all'ultimo lavaggio non è andata via e allora cercate di nasconderla magari mettendovi il piatto sopra.
Capita anche di stirare una bella tovaglia e dopo che l'avete stirata quasi tutta, verso la fine trovi una macchia e tocca rimetterla a lavare.
O vi capita ancora, di stirare ore e ore quelle camice delicate di vostro marito e poi, lui, dopo 5 minuti che la indossa, se la sporca con sugo!
Che rabbia! Ma come si fa ad eliminare le macchie, soprattutto quelle di unto, quelle di coccolato o le più ostinate?
Complicato, davvero complicato! Non so perchè, ma io, spesso proprio non riesco, almeno al primo lavaggio in lavatrice. Se le scopro subito, soprattutto quelle di cioccolato, riesco a rimuovere macchie e aloni con acqua fredda e sapone, ma ce ne sono alcune, come quelle di sugo o altro che proprio non riesco a togliere.
Forse la cosa migliore sarebbe quella di, prima di mettere i capi macchiati nel cestello, trattarli con uno smacchiatore, ma quanti di voi lo fanno? Io, sono sempre così di corsa che, metto tutto nel cesto dei panni sporchi e poi, sempre di corsa, li prendo, li separo solo in base al colore e li infilo distrattamente nella lavatrice senza badare alle macchie ostili...e allora che mi aspetto? E' normale che poi me le ritrovo!
Anche in questo dovrei rivedere le mie abitudini, ecco, dovrei imparare a trattare subito le macchie e a lavare i capi senza farli passare dal cesto.
Meno male che io, nei casi estremi, ho un arma segreta per quelle macchie che proprio non vanno via: quale?
Passo i capi macchiati a mia sorella! Lei sì che riesce a smacchiare!
Non so come faccia, ma riesce ad eliminare tutte le macchie, al pari di quanto fa mia suocera. Le ho dato alcune cose da stirare perchè avevo il ferro rotto, alcuni abiti erano macchiati e lei me le ha restituiti, stirati, smacchiati e con un buon profumo di pulito. Poi ci lamentiamo delle suocere!
E voi come fate ad eliminare le macchie difficili dai vostri capi?

martedì 5 febbraio 2013

Gnocchi alla romana insiculati....



......mi bannerei io stessa per questo titolo!!! :-) Insiculati??? Ma esiste questo vocabolo?? Ma che importanza ha....lo diceva anche sempre la mia professoressa che io me li inventavo a mio piacimento in base alle mie esigente descrittive, in questo caso, volevo dire che li ho resi più siculi :-).
Della serie: Palermo chiama Roma, rispondete prego..... :-)
Voglio spezzare l'incanto della serie dei dolci postata in questi ultimi giorni e volevo farlo con una ricetta salata davvero ben riuscita: una sorta di giamellaggio tra Roma e la mia Palermo, anzi, la mia Casteldaccia :-), unificando una specialità romana, appunto, gli gnocchi e la nostra, il macco, quindi è venuta fuori questa ricetta davvero geniale.....sempre modesta io....ma se mi è piaciuta tanto che ci posso fare, anzi, ci è piaciuta tanto, perchè le mie bimbe l'hanno proprio adorata.
Mi capita spesso di fare ricette inventate oppure di rivisitare piatti visti nelle riviste o altro e non sempre so cosa aspettarmi, come in questo caso, li ho preparati alla cieca, sapendo che poteva essere un fiasco e invece me ne sono completamente innamorata per diverse ragioni: primo tra tutti il risultato, 2° per la semplicità degli ingredienti, 3° perchè è un piatto, appunto, di fusione tra due tradizionali,  4° può essere preparato precedentemente e congelato e 5°, non per ultimo, perchè ci siamo divertite da morire, con le bimbe, a fare i dischi e a posizionarli :-).
E a dire la verità, avendo assaggiato gli gnocchi classici, devo dire che questa versione sicula mi è piaciuta di più, il macco, questa volta di piselli, gli ha dato una spinta in più.
Per chi non lo sapesse, il macco è un piatto tipico palermitano e viene fatto usando le fave fresche ma dure o quelle secche. Io, in questo caso, li ho fatti con i piselli secchi.
Ma vediamo la ricetta

INGREDIENTI
Per gli gnocchi alla romana (ricetta presa da Giallo Zafferano)
250gr di semolino
1 litro di latte
100gr di burro
2 tuorli
120gr di parmigiano
30gr di gruviera
noce moscata
gherigli di noce
speck

Per il macco di peselli
piselli secchi
cipolla scalogna
sale-pepe

Mettere i piselli in ammollo per tutta la notte.
Mettere in un tegame con acqua e far cucinare al dente.
A parte soffriggere la cipolla tagliata sottile e finire di cucinare i piselli scolati. Aggiungere di tanto in tanto mestoli di brodo di cottura fino a che non si saranno sfaldati e diventano a crema.


Mettere il latte in un tegame sul fuoco, unire una noce di burro, il sale, la noce moscata e far bollire. Versare a pioggia il semolino, mescolando energicamente con una frusta, per evitare la formazione di grumi.


Cuocete il composto a fuoco basso per qualche minuto, fino a che il semolino si addensi, togliete il recipiente dal fuoco ed incorporate al composto i due tuorli  e gli 80 gr di parmigiano reggiano grattugiato.
Versate il composto ottenuto in una teglia capiente, bagnata e dai bordi bassi e livellatelo con l’aiuto di un coltello bagnato, per uno strato di circa 1 cm circa.. Oppure, fate come me, stendere il semolino in un tappeto di silicone bagnato e livellarlo con una tovaglietta di plastica bagnata messa sopra, verrà uno strato perfettamente liscio.
Con un coppapasta, fare tanti cerchi, questa è stata la parte preferita delle mie bimbe :-).


Mettere alla base della pirofila il macco di piselli e posizionare  gli gnocchi un pò sovrapposti. Cospargete la superficie con il parmigiano, qualche gheriglio di noce e la groviera grattugiata, fondete il burro rimasto e irrorate per bene la preparazione.



Mettete la pirofila nel forno già caldo a 180° e lasciate gratinare per circa 20-25 minuti, finchè si formerà una bella crosticina dorata. 
Ottimi!!!




nella versione con lo speck, ancora meglio!!!!




Ne abbiamo fatto anche una teglia, l'abbiamo congelata prima di metterla in forno: davvero perfetta ;-).

Con questo piatto partecipo al contest di Home made

Il mio 1° Contest